Il bambino dentro: viaggio nell’anima di Spider-Man secondo J.M. DeMatteis e Sal Buscema

Negli anni ’90, The Spectacular Spider-Man divenne qualcosa di più di un semplice fumetto di supereroi. Grazie alla penna di J.M. DeMatteis e al tratto inconfondibile di Sal Buscema, le pagine della serie si trasformarono in un’indagine psicologica sull’animo umano, un percorso profondo e doloroso nelle ferite dell’infanzia, nella colpa e nella possibilità di redenzione. Oggi, con l’uscita del tanto atteso Spectacular Spider-Man Omnibus firmato DeMatteis-Buscema, possiamo riscoprire quella che è, a tutti gli effetti, una delle saghe più intense e mature mai raccontate nell’universo dell’Uomo Ragno: “The Child Within”Il bambino dentro.

Le origini di un legame

Per DeMatteis, l’incontro con Spider-Man risale all’infanzia. Da bambino, racconta, rimase turbato dalle prime storie disegnate da Steve Ditko: quel costume che celava completamente il volto, quella postura innaturale e inquieta, rendevano l’eroe più simile a un mostro che a un salvatore. Fu solo qualche anno dopo, con la leggendaria copertina di John Romita Sr. in Amazing Spider-Man #39 — il Green Goblin che trascina un Peter Parker prigioniero tra i cieli di New York — che scattò la scintilla. Da allora, Peter Parker divenne una presenza costante nella sua vita. Secondo DeMatteis, Peter è il personaggio psicologicamente più realistico del mondo dei supereroi. Non è un prescelto, non è perfetto: è un ragazzo comune, imperfetto, che cerca di fare la cosa giusta e spesso fallisce. È questo continuo cadere e rialzarsi che lo rende universale, lo specchio in cui ogni lettore può riconoscersi.

Dal fan al narratore

Il primo incarico di DeMatteis su Spider-Man arrivò nei primi anni ’80 con Marvel Team-Up, esperienza che lo portò a conoscere Peter Parker da dentro, non più come lettore ma come autore. Da lì nacque un legame profondo, quasi personale: “Peter divenne un mio buon amico”, ha raccontato. Dopo il successo di Kraven’s Last Hunt — un’altra pietra miliare del fumetto supereroistico — DeMatteis fu chiamato a scrivere The Spectacular Spider-Man nei primi anni ’90. L’editor Danny Fingeroth gli offrì un raro equilibrio tra libertà creativa e attenzione editoriale, permettendogli di costruire una sorta di “DeMatteisverse”, un microcosmo psicologico e introspettivo all’interno del mondo di Spider-Man. Ma l’incontro decisivo fu quello con Sal Buscema. Con lui nacque una sintonia immediata, una di quelle alchimie che non si possono forzare. Buscema traduceva ogni sfumatura psicologica della sceneggiatura in immagini potenti e umane, muovendosi con eleganza tra esplosioni d’azione e momenti di silenziosa vulnerabilità. DeMatteis lo descrive come “l’incarnazione stessa della Marvel”, un artista capace di disegnare tutto e, soprattutto, di farlo con grazia, profondità e cuore.

Il bambino interiore

The Child Within segna l’apice della loro collaborazione. L’idea nacque da un vecchio progetto abortito per Legends of the Dark Knight, ma trovò la sua forma perfetta nel mondo di Spider-Man. Al centro della storia, il legame fraterno e tormentato tra Peter Parker e Harry Osborn, due amici uniti da affetto sincero ma divisi da un’eredità di dolore e follia. La storia esplora il modo in cui le ferite dell’infanzia plasmano l’adulto. Peter vive schiacciato dal senso di colpa — prima per la morte dei genitori, poi per quella di zio Ben — un peso che lo definisce ma che, se non affrontato, può distruggerlo. Harry, invece, sopravvive negando la realtà: incapace di riconoscere la crudeltà del padre Norman, rimuove il trauma fino a diventarne la copia. Il figlio, vittima di abusi emotivi, finisce per indossare il mantello del carnefice, trasformandosi nel nuovo Green Goblin. Accanto a loro, Edward Whelan, alias Vermin, completa questo trittico di anime ferite. Vittima di abusi, Edward si è trasformato letteralmente in un mostro, la personificazione del proprio dolore e della vergogna. DeMatteis lo racconta con empatia, senza morbosità, mostrando come la violenza subita nell’infanzia possa deformare l’identità fino a spingerla nelle tenebre più profonde.

La dottoressa Kafka e la terapia come chiave narrativa

Fondamentale in tutto questo è il personaggio della dottoressa Ashley Kafka, psichiatra ispirata a una terapeuta reale, amica dello stesso DeMatteis. Attraverso di lei, l’autore introduce nel racconto una prospettiva quasi terapeutica: la storia diventa un viaggio di elaborazione del trauma, un tentativo di comprendere e accettare il proprio “bambino interiore”. Kafka, come Peter, Harry ed Edward, porta con sé un passato difficile, ma ha trasformato il dolore in empatia e consapevolezza. È lei la guida che accompagna i protagonisti — e i lettori — attraverso il labirinto delle loro menti, offrendo uno sguardo di luce anche nei momenti più bui.

Un’opera di umanità e introspezione

The Child Within non è solo una storia di supereroi. È un racconto sull’infanzia perduta, sulla colpa, sulla possibilità di guarire. DeMatteis e Buscema spogliano Spider-Man del mito per mostrare l’uomo fragile dietro la maschera, e nel farlo creano una delle narrazioni più intime e coraggiose della storia Marvel. Per lo sceneggiatore, è una delle opere più importanti della sua carriera. “Ci sono molte storie che significano molto per me”, scrive, “ma nessuna più di The Child Within.” Un’affermazione che dice tutto: dietro il costume, le battaglie e i fantasmi del passato, c’è un messaggio universale — quello di imparare a guardare dentro di sé, a riconoscere il proprio dolore, e a trovare, nonostante tutto, la forza di rialzarsi.

Godetevi il viaggio. 🕷️
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