Descrizione
Il capitano d’artiglieri in servizio effettivo Giuseppe Birardi fu prigioniero dei tedeschi dal 10 settembre 1943 alla fine della guerra. Dalla Costa Azzurra, dove era stanziato con la sua batteria nel quadro della occupazione italiana, fi avviato all’Oflag (campo per ufficiali) di Leopoli in Polonia, dove rimase fino al novembre 1943; fu da qui trasferito al campo di Deblin (Ari Lager), sempre in Polonia, e quindi al campo di SandBostel (Stalag XB), presso Amburgo. Nel febbraio 1945 fu inviato ad Amburgo, insieme ad altri 500 ufficiali promossi d’autorità “liberi” lavoratori; qui fu infine liberato dalle truppe inglesi all’inizio del maggio 1945, e poté rientrare alla sua Firenze soltanto nell’agosto 1945. A distanza di quarantacinque anni egli ripercorre in queste pagine la sua esperienza di prigionia, riprendendo le sue note di allora con memoria sempre viva ed ancora offesa. Le poesie inserite sono sue, tutte scritte in prigionia (tranne l’ultima); i disegni sono di Marcello Tomadini, tratti dalla raccolta “Venti mesi fra i reticolati”, pubblicata dall’Associazione Nazionale Ex-Internati (ANEI), editrice SAT, Vicenza.





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